Confindustria-Risultati Indagine sul lavoro 2020

Nota CSC N.6/2020

Sono stati pubblicati dal Centro Studi Confindustria i risultati di sintesi relativi all'indagine sul mercato del lavoro anno 2020 (cui hanno partecipato 1.935 aziende iscritte a Confindustria, di tutti i settori, che impiegano 355.771 lavoratori). 

Indagine Confindustria sul lavoro del 2020; Nota dal CSC n. 6-2020
Autori: Labartino Giovanna e Mazzolari Francesca (Centro Studi Confindustria), Morleo Giovanni (Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano Confindustria)

In allegato la nota generale, con alcune delle principali evidenze emerse e un appendice con i dati di sintesi.
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Si ringraziano le aziende calzaturiere che hanno partecipato e il Centro Studi Confindustria per la realizzazione dell'indagine.

ABSTRACT

  • L’annuale indagine Confindustria sulle condizioni dell’occupazione nelle imprese associate, andata sul campo nei primi mesi del 2020, fornisce dettagliate informazioni, riferite al 2019, su struttura dell’occupazione e gravità delle assenze nelle imprese associate.
  • Come in edizioni precedenti, l’indagine ha inoltre raccolto informazioni sulle politiche aziendali adottate dall’imprese, quali l’erogazione di premi variabili collettivi, la messa a disposizione di welfare al personale non dirigente, il lavoro agile, riferite al momento della compilazione. Dato che la raccolta dei questionari è avvenuta prevalentemente prima dell’avvio dell’emergenza sanitaria, il quadro rilevato su diffusione e caratteristiche delle politiche aziendali può essere considerato descrittivo della situazione a inizio 2020, pre-pandemia.
  • A inizio 2020 nell’industria in senso stretto il 68,5% dei lavoratori erano coperti da un contratto aziendale che prevede l’erogazione di premi variabili collettivi; la percentuale scende al 63,7% nei servizi.
  • La quota di imprese che stipula contratti di contenuto economico si è fermata mediamente al 31,9% nell’industria al netto costruzioni e al 17,5% nei servizi – percentuali più basse rispetto a quelle della forza lavoro coperta data la maggiore diffusione dei premi nelle imprese più grandi.
  • Oltre alla corresponsione di premi, più di un quarto dei contratti aziendali prevedeva la possibilità che questi fossero convertiti in welfare (30%).
  • A inizio 2020 il 71,5% delle imprese associate metteva a disposizione dei propri dipendenti non dirigenti almeno un servizio di welfare. La forma più diffusa si conferma l’assistenza sanitaria (60,0%), seguita da previdenza complementare (56,7%), mense (24,4%) e fringe benefits (22,2%). Più bassa la diffusione di “carrello della spesa” (10,2%) e contributi per l’assistenza a familiari anziani o non autosufficienti (5,2%).
  • A inizio 2020 il 16,6% delle imprese associate (il 29,3% tra quelle con almeno 100 dipendenti) aveva già introdotto forme di “lavoro agile”, ovvero modalità di svolgimento del lavoro flessibili in termini di orario e luogo. Con riferimento alla forza lavoro nelle imprese associate, lo smart working risulta essere stato utilizzato dal 31,3% dei dipendenti. Sondaggi condotti nel corso dell'anno hanno registrato un incremento significativo del ricorso al lavoro agile nel 2020, in applicazione delle misure di contenimento della diffusione del virus. Sarà, quindi, di particolare rilievo tenere monitorata la diffusione dello smart working nelle prossime edizioni dell’indagine, per valutare su quali livelli si stabilizzerà l’adozione su un orizzonte di tempo più lungo.

Tratto da: www.confindustria.it


Per ulteriori informazioni:
l.ariazzi@confindustriamoda.it
Centro Studi Confindustria Moda
per Assocalzaturifici

21/12/2020