Confcommercio_Giornata di mobilitazione nazionale "Legalità mi piace"

26 Novembre 2019


Per analizzare e denunciare l’entità e le conseguenze dei fenomeni criminali sull’economia reale e sulle imprese si tiene oggi a Roma, presso la sede nazionale di Confcommercio (Piazza G.G. Belli 2) la Giornata nazionale di Confcommercio “Legalità, ci piace!”, iniziativa per promuovere e rafforzare la cultura della legalità che è un prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo.
Nel corso dei lavori, che si apriranno alle ore 10.30, il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, presenterà un’indagine di Confcommercio sui costi e gli effetti dell'illegalità per le imprese con un focus sulla contraffazione e l'abusivismo. L’indagine contiene anche dati per macroaree (Nord Ovest, Nord Est, Centro e Sud) e per le città metropolitane.  

Interverrà il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, mentre i lavori saranno chiusi dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.


Su Youtube il video istituzionale di apertura ("La zavorra"):
https://www.youtube.com/watch?v=0KgGz0htmN4


In allegato:
- la presentazione di Mariano Bella su percezione e costi dell'illegalità: "Criminalità, abusivismo, illegalità: percezione e costi";
- la sintesi della ricerca;
- e la versione integrale.

A questo [LINK] sono invece consultabili i dati regionali dell'indagine Confcommercio: dettaglio per macroaree e per città metropolitane.
A questo [LINK] l'intervento del Presidente Confcommercio, Carlo Sangalli, alla Giornata.

Indagine Confcommercio su illegalità, contraffazione e abusivismo: nel 2019 il costo dell’illegalità per le imprese ha superato i 30 miliardi, mentre il 30,5% dei consumatori ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale. Il 70% delle imprese del commercio al dettaglio vittima del taccheggio.
In Italia la contraffazione è in continua crescita: nel 2019 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+3,7 % rispetto al 2016 e +4,9%  in confronto al 2013). Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi di euro, mettendo peraltro a rischio circa 200mila posti di lavoro.
Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dall’indagine Confcommercio su illegalità, contraffazione e abusivismo, presentati nell’ambito della Giornata “Legalità ci piace”.
Entrando nel dettaglio del capitolo dedicato alla contraffazione, si scopre che è in aumento rispetto al passato l’acquisto illegale di abbigliamento (+9,4% sul 2016), prodotti farmaceutici (+2,8), prodotti di intrattenimento (+1,5), pelletteria (+0,4) e giocattoli (+0,3). In crescita l’utilizzo del web, in prevalenza per  giocattoli (+12,1%), prodotti di pelletteria (+10,5) e capi di abbigliamento (+9).
E’ per lo stesso web, d’altronde, che passa gran parte dell’intrattenimento (89% della musica, film, abbonamenti tv, eccetera) e quasi la metà (47,9%) dei servizi turistici (alloggio, ristorazione, trasporti) illegali.
Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%), una tendenza diffusa in prevalenza tra i giovani tra i 18 e i 24 anni.
Oltre il 90% dei consumatori, comunque, è consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno.  Il  66,8%, in particolare, è informato sul rischio di incorrere in sanzioni amministrative in caso di acquisto di prodotti contraffatti. Il consumatore “illegale” ha più di 25 anni, risiede principalmente al Sud (per il 43,7%), ha un livello d’istruzione medio-basso (per il  77,2%), ed è soprattutto impiegato, pensionato o operaio (per il 69,7%). 

Passando alle imprese del terziario di mercato, l’indagine evidenzia che i fenomeni criminali percepiti più in aumento sono contraffazione (34,8%), abusivismo (34%), furti (29%) e rapine (25%). La concorrenza sleale (60,8%) e la riduzione del fatturato (37,8%) sono invece gli effetti ritenuti più dannosi. Per quanto riguarda infine la piaga del  taccheggio, il 69,3% delle imprese del commercio al dettaglio ne è stato vittima almeno una volta, un dato più forte nel Nord Ovest (75,5%) e nel Centro (73,6%). Sostanzialmente stabile la percentuale di imprese che ne ravvisano un incremento (24,1% nel 2019 in confronto al 23,2% del 2016). Il 55,8% degli esercizi commerciali, infine, si è dotato di misure anti-taccheggio (+3,2 punti rispetto al 2016) tra dispositivi anti-taccheggio e formazione del personale.

 

 

Per ulteriori informazioni:
l.ariazzi@confindustriamoda.it
Centro Studi Confindustria Moda
per Assocalzaturifici