ANCI: SODDISFAZIONE PER L’INSERIMENTO DELL’INDICAZIONE DI ORIGINE OBBLIGATORIA NELLA NUOVA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE UE

“Siamo particolarmente soddisfatti dell'iniziativa della Commissione Ue di includere l’indicazione di origine obbligatoria nella nuova proposta di regolamento sulla sicurezza dei prodotti – afferma Cleto Sagripanti, presidente ANCI, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani. Da molto tempo ANCI sta combattendo sul piano europeo e nazionale per portare in primo piano una questione vitale per il nostro sistema produttivo, per le nostre eccellenze manifatturiere e per la tutela del consumatore. Questo importante risultato è la prova che le fatiche di questi anni stanno viaggiando sul binario giusto e che ANCI, nonostante si sentissero voci infondate che sostenevano il contrario, non ha mai mollato il colpo, tessendo continuamente una fitta rete di incontri e richiami alle istituzioni che, finalmente, ci stanno portando verso una svolta decisiva. Si tratta di un’attività di lobby che ANCI ha svolto e continuerà a svolgere nel rispetto delle regole e nelle sedi opportune, senza bisogno di slogan urlati fini a sé stessi”.

ANCI, a fianco di Confindustria e degli on. Muscardini, Susta e Rinaldi, ha combattuto duramente sull’etichettatura Made in, lavorando ai successivi passaggi formali che hanno portato alla risoluzione del Parlamento Europeo in cui si intimava al Commissario De Gucht e a tutta la Commissione Europea di motivare la ragione dello stralcio del dossier e di riprendere il dialogo istituzionale sul tema. Tutto questo ha quindi spinto la Commissione al rilancio dell’operazione su un’altra base giuridica, inserendo cioè il tema della denominazione di origine all’interno del pacchetto di norme relative alla tutela del consumatore e alla sicurezza dei prodotti.

La Commissione Ue, grazie all’intervento del Commissario all’Industria e all’Imprenditoria, on. Antonio Tajani, ha quindi deciso di includere l'obbligo di indicazione di origine Made in all’interno di una proposta di regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti al consumo. Con l'adozione da parte del collegio dei Commissari, la proposta verrà ora trasmessa al Parlamento Europeo e al Consiglio per la procedura di co-decisione.

“La partita non è ancora chiusa – conclude Sagripanti – e siamo pronti a vigilare e intervenire nell’intenso dibattito che seguirà nei prossimi mesi, soprattutto da parte degli stati nord europei che da sempre hanno assunto una posizione critica in merito all’etichettatura di origine. Ci auguriamo che si arrivi in tempi brevi a una risoluzione, che metterebbe finalmente l’area Ue in una posizione competitiva rispetto ai grandi player internazionali come USA, Cina e Giappone, che applicano da tempo l’obbligo di indicazione di origine sui prodotti di consumo”.