ASSOCALZATURIFICI CON CONFINDUSTRIA INCONTRA GLI EUROPARLAMENTARI: PRIORITÀ, IL DOSSIER MADE IN

IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE A STRASBURGO DEL SESTO SHOE REPORT, FORTE INVITO DELL’ASSOCIAZIONE AGLI EUROPARLAMENTARI PER UN RUOLO ATTIVO NELLA DECISIVA VOTAZIONE PREVISTA PER IL 16 APRILE

Si è appena conclusa la due giorni di incontri di Assocalzaturifici con gli europarlamentari in vista della votazione in programma il prossimo 16 aprile al Parlamento europeo in seduta plenaria, nella quale verrà votato anche l’articolo 7 del Regolamento comunitario sulla sicurezza dei prodotti, relativo all’obbligo di indicazione di origine dei prodotti.

L’occasione è stata la presentazione, per la prima volta in sede europea, dello Shoe Report, sesto report annuale sul contributo dell’industria calzaturiera alla competitività, alla sostenibilità e ai livelli occupazionali dell’industria manifatturiera europea, nel corso di un gala dinner dedicato lo scorso 10 marzo, alla presenza del presidente di Assocalzaturifici Cleto Sagripanti, del direttore di Assocalzaturifici Fabio Aromatici e di Nadio Delai di Ermeneia, che ha curato lo studio. Oltre a questo evento, i vertici dell’Associazione hanno incontrato personalmente nel corso della loro visita molti europarlamentari sia italiani sia stranieri, in particolare alcuni rappresentanti austriaci e polacchi.

“Abbiamo voluto incontrare gli europarlamentari in due giorni fitti di incontri per discutere su come rafforzare un settore ad alta capacità di innovazione, grande artigianalità e contenuto moda come quello calzaturiero e per sensibilizzarli sul dossier made in e sull’importanza vitale del voto previsto per il 16 aprile – afferma il presidente di Assocalzaturifici Cleto Sagripanti. Siamo nella fase più delicata della nostra battaglia per una norma fondamentale a tutela della filiera manifatturiera e del consumatore e dopo tante parole chiediamo agli europarlamentari che ci hanno ascoltato di passare ai fatti. Non possono esserci alibi legati alla campagna elettorale in vista delle elezioni europee di maggio: con questo voto l’Italia e l’Europa giocano il loro futuro e chiediamo con forza agli europarlamentari di essere in aula e di far sentire il peso di un voto che racchiude anni di battaglie della nostra Associazione insieme a tutta Confindustria”.

Il voto è in programma per il 16 aprile, giorno di chiusura delle liste dei candidati italiani: una sovrapposizione che potrebbe portare a qualche assenza proprio in occasione di un passaggio decisivo sul Regolamento che, dopo aver raccolto riscontri positivi dalle Commissioni parlamentari, deve ora passare al vaglio della seduta plenaria. Assocalzaturifici sta facendo pressioni per un’anticipazione del voto, anche se molto difficile da ottenere.

L’Associazione ha speso molto impegno e grandi risorse per presentare in maniera chiara agli europarlamentari lo stato di salute del settore e delle centinaia di piccole medie imprese calzaturiere che creano migliaia di posti di lavoro e formano l’ossatura dell’industria europea. Proprio per tutelare questo patrimonio e restituirlo a un consumo consapevole da parte dei cittadini europei, l’Associazione si batte da anni per l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti in Europa, unica tra le principali economie mondiali a non richiedere l’obbligo di indicazione di origine sulle merci che vengono commercializzate al suo interno, con grave danno per chi, come le aziende manifatturiere italiane, ha come risorsa principale l’alta qualità dei suoi prodotti.

“In queste settimane si gioca la battaglia decisiva per le nostre aziende e per i consumatori – conclude il presidente Sagripanti – alla quale arriviamo dopo anni di intensa attività di lobby politica, con grande investimento di tempo e risorse, e di costante impegno di Assocalzaturifici in totale sinergia con Confindustria, un caso forse unico a livello di associazioni di industriali. Chiediamo ora ai nostri rappresentanti in Europa di essere protagonisti in occasione di un voto importantissimo e più che mai delicato: come sempre non vogliamo aiuti, ma l’attuazione di una misura che davvero a costo zero può rappresentare la svolta decisiva per centinaia di piccole medie imprese, che non hanno più orecchie per promesse vuote ma hanno assoluto bisogno di una misura concreta che tuteli il valore e l’eccellenza dei loro prodotti”.