Calzature: le aziende vogliono banche più attente

Presentato alla Camera dei Deputati l’ottavo report annuale dedicato al settore calzaturiero che dedica ampio spazio al rapporto problematico con gli istituti di credito e con i potenziali investitori esterni

 

Come è oggi e come dovrebbe svilupparsi il rapporto tra le aziende calzaturiere e il sistema creditizio e finanziario. È questo il fulcro dell’analisi proposta dall’ottavo Shoe Report, il Rapporto nazionale dedicato al settore, promosso da Assocalzaturifici Italiani (con il contributo di theMICAM) e realizzato dalla società Ermeneia – Studi & Strategie di Sistema.

Lo Shoe Report 2016, presentato oggi alla Camera dei Deputati, approfondisce, in particolare, il delicato tema dell’accesso al sistema creditizio e finanziario nell’analisi dell’evoluzione del calzaturiero e della reazione di quest’ultimo alla crisi in atto dal 2008.

In uno scenario in movimento, il rapporto delle imprese con le banche e con eventuali investitori è diventato cruciale.

“Le nostre aziende vogliono svilupparsi e crescere perché hanno tutte le carte in regola per farlo – afferma Annarita Pilotti, Presidente di Assocalzaturifici – Per questo, le opportunità del credito diventano oggi fondamentali, perché è indispensabile investire sulla qualità del prodotto e sul Made in Italy come elemento di buona reputazione delle imprese e plusvalore in grado di aprirle verso nuovi mercati. Chiediamo alle banche di avvicinarsi alla nostra realtà con fiducia e proponiamo loro di creare opportunità di formazione per le nostre aziende – continua Pilotti - occasioni in cui gli operatori del credito possano farsi conoscere, ma anche comprendere meglio la nostra realtà e le nostre esigenze. Non siamo solo fatturato, siamo industriali e professionisti che difendono una tradizione produttiva unica e apprezzata. Le banche ci sostengano nella nostra battaglia”.    

Malgrado 7 imprese su 10 tra quelle intervistate nel rapporto si dicano soddisfatte del loro rapporto con gli istituti bancari, molte chiedono una diversa e migliore assegnazione del credito. Secondo alcune aziende, infatti, le banche esitano a esporsi verso quelle con potenzialità di crescita ma non abbastanza capitalizzate. Per questo chiedono criteri di valutazione più evoluti e completi, che rispecchino un ritorno delle banche “all’economia reale”, pur riconoscendo la necessità di migliorare la propria cultura economico-finanziaria.

Più combattuto, tra interesse e diffidenza, è, invece, il grado di apertura delle aziende calzaturiere all’ingresso di soggetti “esterni” nel capitale. Solo il 3% degli intervistati, infatti, ha preso o sta prendendo in considerazione la possibilità di aprire ad essi, ma la metà del campione non esclude di considerare la cosa in futuro e riconosce comunque la necessità “di sviluppare un sistema di finanziamento extra-bancario rispetto ad oggi”.

La soluzione potrebbe essere quella di adottare una “strategia di accompagnamento” più sofisticata, sia grazie a processi di snellimento di accesso al credito bancario ed extra-bancario, sia attraverso investimenti dedicati alla formazione per le imprese che hanno ancora pochissima esperienza in ambito finanziario.

 

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11/11/2016