Assocalzaturifici: il rinnovo delle sanzioni alla Russia non sarà automatico, ma non basta. L'associazione chiede più coraggio e l'abolizione definitiva delle sanzioni

Grazie all’intervento dell’Italia alla riunione del Coreper - Comitato dei rappresentanti permanenti, organo del Consiglio dell'Unione Europea - il rinnovo delle sanzioni europee alla Russia per altri sei mesi non sarà più automatico né tantomeno scontato, ma verrà vagliato, in modalità ancora da definire, nel corso delle prossima riunione del Coreper, al Consiglio esteri o al vertice dei capi di Stato e di Governo. Il Governo italiano ha chiesto che si apra un dibattito politico sul rinnovo delle sanzioni economiche in scadenza il 31 dicembre: un risultato che Assocalzaturifici ha salutato in maniera positiva, alla luce dei pesanti contraccolpi subiti dal calzaturiero italiano su uno dei mercati più strategici per il nostro export.

“Questo risultato è certamente molto importante ma non basta: chiediamo ancora più coraggio e l’abolizione definitiva delle sanzioni alla Russia – afferma Annarita Pilotti, presidente Assocalzaturifici. Il problema è stato posto finalmente in maniera forte e ci auspichiamo che questo possa aprire a una decisione definitiva in merito. Come mostrano i dati, le nostre aziende continuano a soffrire moltissimo per le sanzioni e crediamo ormai che non si possa più rimandare la loro abolizione, considerando soprattutto che queste pesano non tanto sugli elementi di debolezza strutturale dell’economia russa ma sul clima di incertezza venutosi a creare, che ha portato a una contrazione degli scambi e a un grave problema di circolazione di liquidità. Chiediamo quindi con forza al Governo di intervenire in prima linea sulle sanzioni per porre fine a una situazione diventata insostenibile per tante imprese, che a causa di queste misure versano in uno stato di estrema difficoltà”.

L’export di calzature italiane verso i Paesi dell’area CSI nel 2014 ha subìto un netto rallentamento, facendo segnare nel complesso -20% in volume e -22,4% in valore. Considerando la sola Russia, le esportazioni di calzature Made in Italy - a seguito della crisi economico-politica che ha colpito il Paese e delle sanzioni economiche della UE - hanno chiuso l’anno con un calo del 22,8% in valore e del 20,3% in quantità. In Ucraina, il calo rispetto al 2013 è stato del 34% in valore (-29% in volume).
Il trend negativo è purtroppo proseguito nel 2015: nei primi 6 mesi le esportazioni italiane verso l’area CSI si sono ridotte nel complesso di oltre 1/3, sia in quantità che in valore, rispetto ai livelli già largamente insoddisfacenti dell’anno precedente. In Russia il decremento è stato nell’ordine del 35%, sia in volume che in valore; in Ucraina addirittura del 52% in volume (con un -48% in valore).

I numeri confermano le gravi ripercussioni delle sanzioni sulle esportazioni delle nostre imprese verso la Russia, una situazione che diventa particolarmente drammatica nei distretti fortemente specializzati nelle esportazioni calzaturiere verso la Russia.

“Abolire le sanzioni significa non rendere vano il lavoro che tanti coraggiosi imprenditori hanno portato avanti in questi anni in Russia, un mercato che sa riconoscere e apprezzare il Made in Italy e che ora vive una fase di grande incertezza. Le sanzioni alla Russia stanno mettendo a rischio tante aziende italiane di eccellenza e, di conseguenza, tantissimi posti di lavoro - sostiene Gimmi Baldinini, Ambasciatore di Assocalzaturifici per la Russia, a capo di un’azienda associata leader del settore presente da oltre 30 anni su questo mercato.

“Ci auguriamo che le sanzioni vengano presto abolite, in ogni caso Assocalzaturifici continua il suo impegno a investire sul mercato russo e sui paesi dell’area CSI, anche attraverso il perfezionamento del programma fieristico, perché sono una risorsa troppo preziosa per il Made in Italy calzaturiero - spiega Arturo Venanzi, Consigliere e Coordinatore del Laboratorio Russia di Assocalzaturifici. In particolare, stiamo già lavorando per la prossima edizione di marzo di Obuv Mir Koži, che resta un appuntamento di riferimento e di importanza strategica per il mercato russo, dove porteremo non meno di 130 espositori italiani e rafforzeremo sempre di più il programma di incoming di buyer selezionati per aiutare le imprese a mantenere il loro posizionamento su questo mercato fondamentale per diverse nostre aziende e creare cosi nuove occasioni di business, puntando sulla qualità dei contatti per ottimizzare le risorse delle aziende italiane che da parecchi anni investono nella manifestazione in oggetto".