SAGRIPANTI, ASSOCALZATURIFICI: “DALLA RUSSIA OMBRE SUL CALZATURIERO ITALIANO: CHIEDIAMO ALLA POLITICA UNA RISPOSTA CONCRETA”

“Assocalzaturifici e gli imprenditori non intendono tirarsi indietro e continuano a scommettere sul mercato russo anche grazie alla nostra fiera Obuv’ Mir Koži, che aprirà a fine mese in uno dei momenti più difficili degli ultimi anni su questo mercato. Non possiamo però aspettare oltre un forte segnale da parte della politica. I nostri sforzi rischiano di essere vani di fronte a questa situazione critica: quello che chiediamo al Governo è la massima attenzione e la capacità di fare fronte comune, non solo a parole”.

Sono queste le parole di Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici - Associazione che rappresenta a livello nazionale le imprese calzaturiere - a poche settimane da Obuv’ Mir Koži, la fiera leader punto di riferimento per l’area russa, che aprirà i battenti dal 30 settembre al 3 ottobre 2014 presso Expocentr, il centro fieristico di Mosca, con 190 aziende su 4.400 mq di superficie espositiva.

“Apprezziamo che il premier Matteo Renzi abbia visitato la scorsa settimana un’azienda esempio dell’eccellenza italiana: sarebbe stato altrettanto fondamentale visitare theMICAM, che è la principale fiera internazionale delle calzature – spiega il presidente Sagripanti. Avrebbe certamente avuto la possibilità di vedere sul campo tanti calzaturifici italiani e di ascoltare le voci degli imprenditori sulla preoccupante assenza dei buyer russi e le pesanti ombre che questa crisi politica ed economica sta prospettando per il futuro del calzaturiero italiano, un settore che rappresenta il 4% del nostro PIL”.

Una chiusura del mercato russo e dell’area CSI comporterebbe una perdita pari al 10% in valore dell’export, che arriverebbe a oltre il 20% in alcuni distretti nelle Marche e in Emilia Romagna. Questo comporterebbe il rischio di chiusura per oltre 400 imprese del settore e la perdita di circa 10.000 addetti, oltre all’indotto nella subfornitura in Italia.

Il prossimo Obuv’ Mir Koži sarà quindi più che mai una cartina di tornasole di questa fase delicata e offrirà comunque alle aziende italiane una vetrina unica su questo mercato, con la presenza di collettive dalle principali regioni italiane a vocazione calzaturiera.

“Obuv’ è importante perché unisce eccellenze e competenze tutte italiane e la nostra intenzione è di mantenere gli investimenti sul mercato con una vera iniziativa di sistema che coinvolge Assocalzaturifici e i suoi imprenditori, che con coraggio guardano al futuro nonostante le difficoltà, Bologna Fiere, quale partner tecnico-fieristico, e ITA Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ufficio di Mosca, il cui supporto è da sempre fondamentale nelle iniziative di promozione del made-in-Italy - prosegue Sagripanti. Si tratta di un grande sforzo di sistema che portiamo avanti da tanti anni e di cui la politica dovrebbe accorgersi, dando il proprio sostegno”.

L’importanza strategica della fiera e il frutto degli investimenti sul mercato russo, portati avanti da tanti anni, hanno consentito di raggiungere livelli record di vendite. Il 2013, in particolare, era stato un anno record: il totale export di calzature italiane verso l’area CSI aveva generato infatti un valore pari a oltre 815 milioni di euro.

Nei primi 4 mesi del 2014 si sono già visti i primi contraccolpi della complessa situazione in corso: si sono infatti registrati trend negativi nei Paesi della CSI, con arretramenti a doppia cifra: -15,9% complessivo in valore, con la Russia che registra -17,8%, l’Ucraina -13% (e -17% in volume) e il Kazakistan     -9,9% (-14,6% in volume). La fragilità dell’economia russa, con la svalutazione del rublo e la stagnazione del PIL, nonché l’incertezza generata dalla crisi politica con l’Ucraina, gli Stati Uniti e l’Unione Europea si sono tradotte nell’atteggiamento conservativo di molti operatori, che ha condotto a un repentino rallentamento degli ordini negli ultimi mesi 2013, sfociato in battuta d’arresto in avvio 2014.

“Resta tra noi imprenditori una grande incertezza e una forte preoccupazione per una situazione complicata, che certamente racchiude tantissimi problemi politici – conclude il presidente di Assocalzaturifici Cleto Sagripanti. Non possiamo però accettare che venga totalmente trascurato dal Governo il peso di questo mercato e le pesantissime ripercussioni sul nostro sistema economico. L’Associazione continuerà in ogni caso a investire su Obuv’ e a sostenere le aziende su questi mercati, ora più di prima”.