SHOE REPORT 2014, LA LEVA DELLA RIPRESA VIENE DAI DISTRETTI CALZATURIERI ITALIANI

L'analisi dello stato di salute del settore nel rapporto presentato da Assocalzaturifici.

La capacità dei distretti calzaturieri italiani di guardare oltre i confini territoriali, divenendo il fulcro di un processo di internazionalizzazione cruciale per il rilancio del settore, è al centro dell’analisi dello Shoe Report 2014, il Sesto Rapporto Annuale sullo stato del sistema calzaturiero italiano e sul suo ruolo nel rafforzamento del comparto manifatturiero.

Attraverso i dati dello Shoe Report 2014, presentati nel corso dell’incontro di martedì 15 aprile alla Sala delle Colonne di Palazzo Marini a Roma, Assocalzaturifici intende così rafforzare il dialogo con le istituzioni, presupposto indispensabile per lo sviluppo di politiche volte alla tutela delle imprese e del made-in-Italy.

“Lo Shoe Report è uno strumento fondamentale – commenta Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici – che ci permette di fare conoscere al mondo della politica, dell’economia e della finanza la realtà delle nostre aziende e dei distretti calzaturieri. Anche in un momento di grave difficoltà economica, il nostro è un settore che ha saputo reagire e che ha continuato a portare nel mondo i valori del made-in-Italy. Le calzature hanno dato un contributo importante all’economia del sistema paese e potranno giocare un ruolo decisivo nel rilancio dei consumi, se le istituzioni e la politica lavoreranno insieme a noi”.

La sesta edizione dello Shoe Report si concentra sull’analisi dei distretti e sulla loro evoluzione, che li ha portati a costituire una vera e propria Piattaforma Produttiva Europea: l’Italia è infatti il primo paese produttore di calzature dell’Unione Europea e il secondo esportatore a livello mondiale dopo la Cina, e ciò dimostra come rafforzare la manifattura italiana significhi di fatto dare un importante impulso all’economia di tutta l’area UE. Le rilevazioni confermano anche come, dopo aver attraversato una fase calante, i distretti calzaturieri mostrino oggi una ritrovata vitalità, registrando una percentuale di export che va oltre il 70% e che arriva a punte del 90% sul totale della produzione. Il ruolo dei distretti è dunque fondamentale per permettere alle imprese di connettersi tra loro e con le principali direttrici di interscambio internazionali, grazie all’alleanza con i grandi marchi della moda, rafforzando così la propria capacità produttiva e distributiva.

Attraverso l’appartenenza alla Piattaforma Produttiva Europea, i distretti diventano strumenti indispensabili per rafforzare le azioni delle singole imprese e aumentarne la competitività. È anche grazie a questa capacità dei distretti di fare sistema che il settore calzaturiero intravede una via di uscita alla difficile situazione economica: i dati mostrano infatti segnali positivi, soprattutto grazie all’export, cresciuto nel 2013 del 5,6% in valore e del 2,6% in quantità (mentre nel 2012 si era registrato un incremento in valore del 2,5%, a fronte di una contrazione del -6,4% in quantità). Anche il saldo tra esportazioni e importazioni presenta un andamento positivo sia in quantità che in valore (+2,1% e +11,4% rispettivamente nel 2013), con incrementi positivi a due cifre dal 2010 ad oggi. Il mercato interno continua invece a mostrare segni di sofferenza, registrando una serie ininterrotta di segni negativi dal 2007 a oggi.

“Nonostante la congiuntura economica complicata e i consumi interni in continua contrazione – prosegue Sagripanti – le nostre imprese non hanno mai smesso di lottare e di cercare nuove strade per uscire da questo momento di difficoltà. Le rilevazioni contenute nello Shoe Report certificano che ci sono segnali di speranza per il futuro, ma è fondamentale che anche le istituzioni accompagnino questo processo con politiche di tutela del comparto manifatturiero”.

Il Rapporto evidenzia una maggiore fiducia delle imprese calzaturiere per il prossimo futuro: nel 2011 solo l’8,3% delle aziende affermava di aver superato la crisi, mentre si sale al 20,0% nel 2012 e al 25,5% nel 2013, arrivando al 28,7% nelle previsioni per il 2014. Se poi si sommano a tali percentuali anche quelle relative alle aziende che presentano segnali positivi consistenti si passa dal 29,2% del 2011 al 59,1% delle previsioni per il 2014. Crescono, di conseguenza, le “strategie di movimento”, orientate cioè a una significativa e/o radicale trasformazione, che passano dal 23,4% del 2011 al 37,3% nelle previsioni per il 2014. Parallelamente, diminuiscono le “strategie attendiste”, che scendono dal 62,6% del 2011 al 52,9% del 2014.

Grazie alla capacità di fare sistema, i distretti rappresentano oggi un importante volano per la ripresa del comparto calzaturiero. Tuttavia, il Rapporto individua tre condizioni necessarie perché il ruolo dei distretti possa essere ulteriormente rafforzato.
La prima è l'azione delle singole imprese che, anche per mezzo delle associazioni di riferimento, possono contribuire allo sviluppo dei distretti manifatturieri attraverso azioni di rafforzamento dell'internazionalizzazione, di interpretazione delle nuove esigenze di consumo e di qualifica della filiera della sub-fornitura.
In secondo luogo, i distretti devono poter contare sul sostegno dei soggetti pubblici, che possono contribuire in maniera determinante attraverso azioni a sostegno della manifattura sia in fase di “difesa”, con politiche industriali specifiche, sia in fase di “attacco”: misure come il Made In, l’obbligo di indicazione di origine per i prodotti commercializzati all’interno del mercato comunitario, e il rafforzamento della lotta alla contraffazione sono infatti indispensabili per la tutela del comparto calzaturiero e, in generale, di tutte le industrie che fanno della qualità del prodotto il proprio valore aggiunto.
L'ultimo, ma non meno importante, presupposto per lo sviluppo dei distretti è la creazione di una doppia piattaforma: da una parte, una “piattaforma produttiva”, che raccolga le imprese, gli operatori e gli addetti del ciclo produttivo calzaturiero, dall'altra una “piattaforma istituzionale”, in grado di dialogare e sostenere la prima con politiche adeguate.

“Attraverso l’analisi dello Shoe Report – conclude il presidente Sagripanti – abbiamo voluto dimostrare come il settore calzaturiero possa oggi contribuire in maniera decisiva alla ripresa del sistema Italia. Per questo, auspichiamo che l’imminente rinnovo del Parlamento Europeo diventi l’occasione per fare sentire ancora più forte la voce delle imprese calzaturiere che, a partire dai distretti, si confrontano ogni giorno con le sfide del mercato internazionale per portare nel mondo i valori del made-in-Italy”.

Scarica gli allegati